mercoledì 18 aprile 2018

Quando c'è Marvel... c'è disagio

È arrivato quel periodo dell'anno... Quando esce un film Marvel, anzi peggio quando esce un film Marvel collettivo. Tra l'altro questo periodo dell'anno non arrivava da due anni, quindi capirete il disagio come sta messo.
Un po' come una pentola a pressione o peggio un vulcano: più lo tieni in tensione, peggio è quando lo lasci sfogare. Per carità, tra Captain America: Civil War e Avengers: Infinity War di film ce ne sono stati a sufficienza, ma sono riuscita sempre a mantenere un certo contegno (a parte quel paio d'ore ad aspettare il cast di Black Panther, in cui non ho guadagnato niente se non una bella quasi-influenza).

Sapevo già di non avere la possibilità di incontrare Chris Evans, perché è impegnato a Broadway con Lobby Hero e vorrei aggiungere meno male, altrimenti i picchi di delirio avrebbero superato quelli degni dell'Everest che sono stati effettivamente raggiunti nel fine settimana della promozione di IW.

Speravo in Robert Downey Jr. ma nonostante fosse stato a Londra praticamente fino allo stesso giorno dello screening promozionale, non si è materializzato.

Dunque, quando ho visto il nome Sebastian Stan sulla lista degli ospiti, è scattato lo stato di disagio.


venerdì 23 marzo 2018

Fangirls - The Musical

"Researching this project has taken Yve on an adventure across the internet, devouring hundreds of hours of fan fiction, tweets, blogs and even a detailed tutorial on 'DIY Harry Styles Ugg Boots'. It’s also taken her on a journey of seeing Fangirls in a completely new light, and realising all the subtle ways that we socially sanction completely different behaviours for young men vs young women." (source: southbankcentre.co.uk)

Per la Giornata Internazionale della Donna, al Southbank Centre a Londra è stato il festival WoW - Women of World, una settimana interamente dedicata alle donne. Sfogliando la rivista Timeout di quella settimana, tra gli eventi mi è caduto l'occhio su questa preview del musical Fangirls scritto da Yve Blake.
Capirete, leggo la parola "Fangirl" e la mia testa prende la tangente. Ho letto la descrizione, l'orario era perfetto e in più era anche gratis, non potevo assolutamente farmelo scappare.


giovedì 11 gennaio 2018

Nostalgia, il Festival del Cinema di Roma

Anche la dodicesima edizione della Festa del Cinema di Roma è passata e neanche quest'anno son potuta andarci.


Adoro Audrey Hepburn, quindi appena ho visto il poster promozionale di quest'anno, mi sono partiti gli occhi a cuore. E poi mi è partita una nostalgia fortissima.

mercoledì 13 settembre 2017

London Film & Comic Con 2017

E con la mia solita celerità, mi accingo a scrivere un post sul London Film & Comic Con.



L'ultimo weekend di Luglio c'è stato questo magnifico evento, era da anni che sognavo di andarci e finalmente è toccata anche a me, quest'anno. Grazie finalmente ad uno stipendio più o meno dignitoso, ho pensato bene di buttare all'aria queste sterline, ma oh, era anche il mio compleanno, perché rinunciarci?

Ero già stata all'MCM Comic Con, un mesetto dopo essere arrivata qui a Londra, ma il LFCC è sempre stato uno dei miei sogni fin da quando stavo in Italia, soprattutto per la quantità e la qualità di ospiti che lo contraddistingue.

Quest'anno le congiunzioni astrali (stipendio decente, Natalie Dormer tra gli ospiti e, ultimo ma non secondario, uno stra-fortunatissimo giorno off di sabato) mi hanno portata alla decisione di comprare il biglietto e il pass diamond per Natalona. 

venerdì 23 giugno 2017

Quel periodo dell'anno...

Ebbene sì, è arrivato quel temuto periodo dell'anno.
Dichiarazione dei redditi? Sessione estiva all'università? Scrutini di fine anno scolastico?

NO!

La fine delle stagioni delle serie televisive.

Che di per sé è un guaio, se ci mettiamo che nel contempo vengono annunciati rinnovi e cancellazioni, il tutto si condisce di ansia.
(E' vero anche che si compensa alla mancanza di ottocentocinquantasei episodi settimanali con le serie estive - Ciao, Games of Thrones - o con i recuperoni di serie che ci ripromettiamo di fare durante l'inverno).



martedì 14 marzo 2017

Recensione: The Fangirl's Guide to the Galaxy



Non ricordo di preciso da dove ho pescato la foto della copertina di questo libro. Ricordo solo che me la son trovata sulla home di Facebook e in un nanosecondo ho deciso che doveva essere mio.

Ho girato mezza Londra per trovarlo, ma alla fine il caro vecchio Amazon ha fatto il suo sporco lavoro. Purtroppo, a quanto mi risulta, non esiste un'edizione italiana, quindi, se alla fine di questa recensione vi vien voglia di leggerlo (e lo spero), rispolverate il vostro inglese; se non lo masticate bene, invece, è un'ottima scusa per esercitarvi, è scritto in maniera semplice e scorrevole, quale altro buon motivo avreste per imparare la lingua di serie tv e film?

Devo essere piuttosto onesta, agli albori di questo blog, anch'io ho avuto una mezza idea di scrivere un qualcosa di simile, ma ovviamente la mia autostima pari a zero, il tempo che è sempre più risicato e aggiungiamoci un po' di pigrizia ed ecco che il risultato è stato quello di mandare tutto alle ortiche (almeno per ora).

Ci sono dei punti in comune, infatti (per quanto le strutture di un blog e di un libro siano diverse): il glossario, le interviste, l'esplorazione del mondo delle convention.
Naturalmente il libro è più approfondito e strutturato, ma l'idea di partenza arriva dal fantastico mondo delle fangirl.

Ma bando alle ciance, parliamo del libro e basta.

domenica 2 ottobre 2016

Riflessioni random: andare oltre essere fangirl

Qualche sera fa, con un'amica cinguettante si parlava di campanilismo calcistico londinese (nello specifico Tottenham SPURS vs. Arsenal) e si è finite a discutere su come determinate passioni riescano, in un certo senso, a condizionare alcune scelte di vita.

Sì, vuoi o non vuoi, loro saltano sempre fuori nei miei discorsi

Come ci si è arrivate?
Parlando del perché ho "scelto" di tifare Manchester United tra le squadre di calcio inglesi. Per merito (o colpa?) dei Take That.
Sì, sempre loro. E sì, sono venuti prima loro di David Beckham tra le motivazioni, ma non divaghiamo.

venerdì 13 maggio 2016

50 Shades of Bummer: a Chris Evans Trilogy

A conti fatti, potrei davvero scriverci un libro per anno, se penso alle sfighe che ho collezionato in questi ultimi due anni (tre premiere).

Riavviamo il nastro.

Lo scorso anno mi sono rifiutata di scrivere qualsiasi resoconto, talmente è stata un'esperienza orrenda. Quest'anno, invece, è stato talmente assurdo e surreale che non posso non raccontarne.
E poi diciamolo, così orrendamente non è andata, se pensiamo all'esperienza nella sua globalità e non ci focalizziamo solo su quel farabutto.

Partiamo da due elementi basilari che mi hanno permesso di spingermi veramente oltre ogni umana dignità in quei quattro giorni:

- La mia host family via per la settimana di Pesach/Passover. Si ringrazia Mosè per aver liberato gli Ebrei dalla schiavitù e me da ogni schedule settimanale.
- L'accredito stampa che la mia salvatrice A. è riuscita a farmi ottenere.

La fonte di ogni (mio) male

giovedì 14 gennaio 2016

Quando qualcuno se ne va...

Questo 2016 non è iniziato granché bene. Almeno per quanto riguarda il mondo della musica e del cinema. Al momento è il 14 di Gennaio e abbiamo già registrato due morti, anche di un certo peso.
David Bowie e Alan Rickman.
Entrambi hanno segnato generazioni di adolescenti (ma anche non).
Il primo non è stato solo un'icona della musica, ma ha influenzato il mondo della moda, l'arte e il suo Re dei Goblin in Labyrinth è un pezzo di storia del cinema, che piaccia o meno.
Il secondo ha fatto crescere praticamente un'intera generazione (mio fratello incluso) con il suo personaggio, Severus Snape, in una delle più importanti saghe degli ultimi 20 anni, Harry Potter.
Certo non stiamo parlando di due pischelli.

Io vorrei soffermarmi su Bowie.


Spesso mi è passato per la mente che avrei voluto essere adolescente/ventenne negli anni '70. 
Per svariati motivi.
Motivi politici: anche se i social media e i selfie con la bocca a culo di gallina non esistevano, ci si divertiva proprio un sacco comunque. I movimenti politici erano il passatempo preferito dei giovani di allora e sono convinta che se avessi frequentato l'università all'epoca, sarei finita in galera e mi sarei innamorata di uno come Accio Benassi.
Per la musica: molti dei gruppi e cantanti che mi piacciono in quel decennio erano al top. E poi a fine anni '70 è nato il Punk, cribbio.
E poi io sono una nostalgica dei pantaloni a zampa di elefante, cosa devo dirvi?

Ma torniamo a Bowie.

Non credo sia brava a sufficienza a scrivere un'ode alla sua musica, la sminuirei e non è il caso. La sua musica non è di questo pianeta.
E non mi stanco mai di ascoltare 10 minuti di Station to Station.
La sua musica è una di quelle poche cose per cui valga la pena stare al mondo.

Bowie c'è in un sacco di cose che mi piacciono.
.
C'è in RadioFreccia.
Se non conoscete la soundrack andate prima di adesso a recuperarla.
(E ora che ci penso, c'è un Benassi anche lì)




Bowie ha ispirato Cherie Currie


            

Bowie era l'ossessione di Christiane F.

            


E poi loro.

            

Bowie era il classico esempio che un cantante può andare al di là delle singole canzoni.
Di idoli e idoletti ne è pieno il mondo, ne è sempre stato pieno da quando il mercato ha capito che i teenagers sono un'ottima risorsa da sfruttare e ricavarne guadagni illimitati.
Ma di icone ce ne sono (state) ben poche.
Bowie era, è un'icona. E lo rimarrà per sempre.

Su di lui in questi giorni si sono versati fiumi di parole e di inchiostro e di byte e credo proprio che questo ennesimo post su di lui sia sufficiente inutile, anche perché riesco a dire veramente poco.
E' da mezz'ora che fisso il monitor del mio laptop sforzandomi di pensare a qualcosa di intelligente da scrivere ma non ci riesco.
Non ce la faccio, perché la sua grandezza era tale che qualsiasi cosa possa dire è superflua, ripetitiva e banale.

Di due cose però sono abbastanza certa: che lui è immortale e che un pezzo di me se ne sia andata su Marte insieme a lui.

mercoledì 30 dicembre 2015

Una Fangirl a Londra

Che io sia la persona più brutta del mondo e che trascuro questo puccipù di blog ormai da tempo immemore, credo sia ormai chiaro e lampante ai più.
Potrei mettermi a snocciolare le scuse più assurde o (più o meno) realistiche, ma probabilmente finirei nel duemila mai a elencarle.

Provo a difendermi con una sola di queste: ho lasciato l'Italia e mi sono trasferita a Londra, almeno momentaneamente. Io spero che da temporanea la situazione diventi permanente, facendo un salto al di là della transenna. Ma questi sono sogni e speranze, lasciamoli da parte per altri contesti.




Cosa ci faccio a Londra? Lavoro come ragazza alla pari (per chi non sapesse di cosa sto parlando: una famiglia mi ospita e mi dà una piccola paga settimanale, io in cambio aiuto con le faccende di casa e soprattutto con le tre pesti che girano per casa - per inciso, tutti e tre maschi, piccoli fanboy di Star Wars crescono).
Come passo il tempo libero a Londra? Principalmente mi vedo con le mie amiche, occasionalmente vado a premiere o becco celebrities per strada *partono risate registrate*. Insomma, pseudo nerd ero in Italia, pseudo nerd sono rimasta a Londra. Anzi, forse sono peggiorata perché la mia amica Pizzi mi ha introdotta al magico mondo di Star Wars (ci sono anche altre motivazioni, se volete leggerle, andate qui) che è un po' l'apice supremo del nerdismo.
Insomma, posti diversi, stesso disagio (con l'aggravante che qui è più facile arrivare alle star).